Week end originale a Genova

Genova presenta moltissimi itinerari possibili per trascorrere un week end da sogno in Liguria. Vi presentiamo un itinerario insolito per il capoluogo ligure che vi farà repsirare l'aria dell'antica Repubblica Marinara.

Parchi di Genova Nervi


Dal viale delle Palme, dove si passeggia tra due filari di esemplari ad alto fusto e folti pennacchi, ci si lascia alle spalle il parcheggio della stazione e si entra nei Parchi di Nervi. Nata dall'unione dei tre giardini di villa Grimaldi (sede della Raccolta Frugone), villa Serra (sede della Galleria di Arte Moderna) e villa Groppallo, l'area verde di dieci ettari si scopre seguendo i sentieri attraverso ampi prati all'inglese, pini marittimi con chiome ad ombrello e grandi palme.

Tra queste spicca, per imponenza e rarità (è uno dei pochi esemplari in Italia) il Gigante del Cile: originaria del Sud America e riconoscibile per il suo fusto largo e tozzo, ha un'età di circa 150 anni e dieci metri d'altezza. Poco distante, il roseto che offre il meglio di sé durante la fioritura da aprile a novembre. A pochi passi da qui, il mare di Genova: calmo o burrascoso è sempre un bello spettacolo per chi lo osserva lungo i due chilometri della passeggiata Anita Garibaldi, che segue il profilo della scogliera e conduce al porticciolo di Nervi, cuore dell'antico borgo di pescatori.

Dalla passeggiata lo sguardo può spingersi fino al promontorio di Portofino e a ponente fino a capo Mortola. Lungo il percorso si può sostare nei locali con tavolini all'aperto, osservare le ville seminascoste da ulivi e fiori, la torre saracena e il castello. Prima di dirigersi verso il centro città si consiglia una visita al museo di villa Luxoro, nei pressi di Capolungo, con ingresso in via Aurelia 29: conserva arredi, oggetti e tessuti di produzione genovese del XVII e XVIII secolo e una ricca collezione di figurine da presepio.


Villetta Dinegro, Genova centro


Da Nervi si arriva al centro di Genova attraversando dieci chilometri di città affacciata sul mare. Giunti in piazza Corvetto s'intravede subito, al di là della statua dedicata a Mazzini, la cascata d'acqua che attraversa il sempreverde parco di villetta Dinegro: un'oasi di quiete che si guadagna in pochi passi lasciandosi alle spalle tempi e rumori metropolitani, noto soprattutto perché ospita il museo d'Arte orientale Edoardo Chiossone.

Grandi sculture buddiste, armi e armature, ceramiche e porcellane, costumi e tessuti, smalti, maschere e antichi dipinti: elementi e immagini dell'esposizione permanente che, con il loro fascino, si sommano alle suggestioni esterne. Dalla terrazza del museo si gode di un panorama d'eccezione sui tetti dei palazzi cinquecenteschi di via Garibaldi e sulle ardesie medievali del centro storico, fino alla Lanterna. Tra i vialetti di camelie e i grandi alberi che circondano la statua di fine Ottocento dedicata a Giuseppe Mazzini, il mezzobusto di marmo di Carrara raffigurante il poeta Giosuè Carducci e i fiori rari, si scopre l'unicità di quest'oasi cittadina, completa di stagno e gazebo cinese in cima alla collina.

Chi ha un po' di tempo a disposizione e ama gli alberi secolari può raggiungere piazza Manin, a pochi isolati di distanza, e prendere il treno storico che parte dalla stazione Genova Casella in direzione di quest'ultimo, nell'entroterra. Qui, in via Fieschi, si può ammirare uno spettacolare Cedro del Libano di trecento anni e trenta metri d'altezza.


Villa Serra di Comago, Genova Sant'Olcese


Risalendo la Val Polcevera da Genova Bolzaneto, si arriva a Sant'Olcese, comune genovese che ospita villa Serra: due nobili dimore (la villa settecentesca e la palazzina Tudor in perfetto stile inglese) circondate dal grande parco voluto dal marchese Orso Serra nella seconda metà dell'Ottocento, realizzato da Carlo Cusani, marchese anche lui, che qui espresse al meglio la sua vocazione di architetto romantico e paesaggista. Il giardino è caratterizzato da un sapiente gioco di acque, deviate dal rio Comago. Lungo i viali che portano alla scoperta dei tre laghi e della scenografica catena d'acqua (ruscello con numerosi cascatelle) s'incontrano alberi maestosi e specie botaniche esotiche: tra tutte emergono la monumentale sequoia e i gruppi di faggi e abeti rossi che si stagliano sullo sfondo sempreverde di prati, magnolie, sofore e cedri.


Villa Durazzo Pallavicini, Genova Pegli


Da Sant'Olcese si torna in città dopo aver ridisceso la valle Polcevera. Arrivati a Sestri Ponente si suggerisce una deviazione sul monte Gazzo imboccando via Sant'Alberto da via Merano. Seguendo le indicazioni, in pochi minuti si sale al santuario, a 421 metri sul livello del mare. Qui il panorama è godibile da due differenti angolazioni: sulla costa, dove lo sguardo spazia per chilometri dalla Lanterna di
Genova ad Arenzano, e sulle ampie vallate dell'entroterra, dal belvedere alle spalle della chiesa. Ridiscesi sul litorale, dopo pochi chilometri si arriva al lungomare di Genova Pegli. Alle sue spalle, in una via parallela, si trova l'ingresso del parco Durazzo Pallavicini. Suggestivi già i primi passi lungo il viale verso la villa, sede del museo di Archeologia Ligure che conserva, tra i vari reperti, interessanti oggetti d'uso dei contadini del neolitico, resti ossei di orsi e leoni delle caverne dell'ultima glaciazione e marmi dell'antica Roma.

Poco distante dal museo inizia un singolare viaggio nella natura, pensato come una sceneggiatura in tre atti dall'architetto genovese Michele Canzio, progettista e ideatore della versione ottocentesca del parco. L'ingresso è segnato da un'epigrafe che invita il visitatore viaggiatore ad abbandonare i turbamenti dell'anima. E dopo la lettura delle considerazioni sulla fugacità della vita terrena, si è davvero pronti ad entrare. Ogni viale sfoggia un tipo botanico di pregio: lecci in quello Gotico, abeti nel Romitaggio Montano, le celebri camelie dell'omonimo viale che creano un evento con la loro fioritura in marzo. Non mancano esemplari di pregio come il faggio dalla rossa chioma, la canfora e il cedro del Libano che impreziosiscono ancora di più gli scenari esotici orientaleggianti del giardino. Quest'ultimo ospita, tra gli altri, una pagoda cinese, un ponte romano, un arco di trionfo, un tempio greco, un chiosco turco e un obelisco egizio. E, in linea con i gusti del tempo, una coffee house e un giardino segreto. Da non perdere il giardino botanico voluto dalla marchesa Durazzo Grimaldi, con specie botaniche rare.


Villa Duchessa di Galliera, Genova Voltri


A cinque chilometri da Pegli si arriva a Genova Voltri in vico Nicolò da Corte. È qui l'ingresso alla villa Duchessa di Galliera che deve il nome e l'assetto attuale della dimora e del parco alla sua ultima nobile proprietaria, vissuta nella seconda metà del XIX secolo. Il palazzo, edificato ai piedi del colle di Castellara, caratterizzato da una sapiente scenografia di stampo neoclassico, si affaccia sul giardino all'italiana che accoglie magnolie, camelie, rose di pregio. Poco oltre le geometrie razionali e simmetriche lasciano spazio alla varietà di forme e scenari romantici tipici dei parchi all'inglese. Attraversato il viale alberato s'incontrano due grotte, un arco, un tempietto e alcuni elementi marmorei che riecheggiano i viaggi infernali danteschi.

L'atmosfera s'interrompe a un tratto con la Latteria, costruzione atipica ma modaiola dell'epoca, simile a una baita d'oltralpe. E poi ancora archetti, grotte e tempietti prima di arrivare alla fitta distesa di ippocastani e al recinto che ospita daini, cervi e caprette fin dagli anni Sessanta. Da qui il paesaggio cambia ancora: nella restante parte del parco si osservano numerosi alberi secolari tra cui olivi e un platanus orientalis, imponente esemplare di platano di 150 anni e trentadue metri di altezza. La passeggiata prosegue verso la Fortezza, il Belvedere con la sua particolare costruzione neogotica, grotte sottostanti e cascate. Prima di ritornare al giardino all'italiana si ammira il Ninfeo con la fontana del Putto.

Parco Pallavicino ? Arenzano


A otto chilometri da Genova Voltri si raggiunge Arenzano, località rivierasca del Ponente ligure che ospita un grande parco in pieno centro. È il grande giardino all'inglese di villa Negrotto Cambiaso, sede del comune, che prende il nome dalla marchesa Sauli Pallavicino. Fu lei, sul finire del XIX secolo, a definirne l'aspetto attuale seguendo la moda del suo tempo. E così oggi, attorno alla villa a forma di castello medievale con torrette merlate, si gode dello spettacolo di forme aggraziate e imponenti, di varietà botaniche comuni ed esotiche rare in Liguria. Trovare gli alberi più antichi e pregiati è facile: sono distinti da una targa che ne descrive nome ed età.

Lungo i sentieri che costeggiano grotte, chioschi, ruscelli e giochi d'acqua, l'attenzione viene catturata dal cedro del Libano di 125 anni di trenta metri d'altezza che si affaccia sul lago dei cigni nella parte bassa del parco; o dalla canfora, un bell'esemplare esotico con una chioma ampia e fitta importato dal Marchese Pallavicino nel 1880. Non da meno, per bellezza e numero, le sequoie secolari, le palme di provenienza esotica e le grandi magnolie. Oltre alle rarità botaniche, un tempo coltivate nella serra monumentale in stile liberty - una delle più grandi d'Europa che oggi ospita eventi e mostre d'arte - suscita particolare interesse la ricca fauna: oche, pavoni, anatre e tartarughe acquatiche che popolano prati e laghetti.

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